Sono passati oramai più di due mesi dalla scomparsa di una delle più grandi menti del secolo, nonché della storia umanità: Stephen Hawking. L’eredità intellettuale che ci ha lasciato l’illustre scienziato britannico sarà utile alle prossime generazioni, in particolare le sue varie elaborazioni nel campo della fisica teorica, principalmente: buchi neri, fisica quantistica e origine dell’universo. Oltre ad aver profondamente cambiato la scienza moderna, Hawking si è sempre preoccupato del fatto che il suo messaggio fosse compreso anche da chi di fisica e astronomia se ne intende ben poco; perché nonostante a una prima impressione possono sembrare temi assai distanti e difficili da comprendere, in verità in essi è racchiusa una parte dell’origine della vita sulla Terra, quindi una faccenda che ci riguarda molto da vicino.

Nato nel 1942 a Oxford, in pieno conflitto mondiale, fin da giovane Stephen Hawking si dimostrò una mente brillante con una propensione alla matematica, il padre avrebbe preferito diventasse medico, ma lui decide contrariamente al parere paterno di seguire la sua strada. Si laurea per la prima volta a Oxford in scienze naturali, in quanto nel prestigioso ateneo non era presente la facoltà di matematica, curiosamente le scienze naturali sono la branca della scienza meno amata da Hawking. In seguito, Stephen si trasferì a Cambridge, presso il Trinity College, dove approfondì i suoi studi in cosmologia, esaminando e concentrandosi sulle grandi leggi dell’universo. Lo scienziato ha sempre avuto una vocazione ad analizzare i temi legati alla formazione del cosmo, in quanto riteneva che in questo campo la scienza era ancora ferma agli anni ’30, e che quindi il suo apporto avrebbe potuto contribuire a cambiare radicalmente anche gli eventuali studi futuri condotti dai colleghi.

Cerchiamo quindi di spostare la nostra attenzione su quali siano sono state le varie tappe che hanno segnato la vita di Stephen Hawking e della cosmologia in generale, eventi decisivi per la formulazione delle varie teorie che hanno reso celebre lo scienziato di origini britanniche. Quasi un secolo di cosmologia, per comprendere al meglio come è nato l’universo (e forse anche) come potrebbe finire.

Soltanto un secolo fa la nostra conoscenza dell’universo era molto approssimata e scarsa, se confrontata con quella che abbiamo oggi, pochi erano gli scienziati che fino a quel momento avevano guardato con attenzione il cielo. Non erano chiari i confini dell’universo, tutte le nostre nozioni erano limitate esclusivamente alla nostra galassia: la Via Lattea. Un impulso decisivo è arrivato dai vari scienziati come: Einstein, Hubble, Shoemaker e Hawking, che accompagnati da una strumentazione sempre più accurata, hanno sempre più contribuito a migliorare l’astronomia in ogni suo campo. Così nel corso del XX secolo la cosmologia, la scienza che studia l’universo nel suo insieme, diventa una scienza vera e propria. Questa scienza si pone l’obiettivo di rispondere, o perlomeno tentare di farlo, ad alcuni degli interrogativi che interessano in linea generale un po’ tutti: dove ebbe origine l’universo? Soprattutto perché ebbe inizio? Ce ne sono altri? Sono possibili i viaggi nel tempo? Per quest’ultima domanda Hawking ha sempre cercato di trovare con insistenza una risposta, celebre è stato il suo party organizzato per eventuali viaggiatori del tempo, quando il 28 giugno 2009, con tanto di cartellone e palloncini accoglieva a Cambridge chiunque fosse tornato nel passato per visitarlo a caccia di prove sui viaggi temporali (su YouTube il resto dei dettagli). Gli inviti furono stampati solo a festa conclusa, in modo che nessuno, tranne chi viveva nel futuro, leggendo l’invito potesse presentarsi. La festa era ben organizzata, ma nessuno si presentò effettivamente al party, si trattava di uno scherzo, che si basava però su teorie (la Relatività principalmente) che renderebbe, in linea teorica questa possibilità.

Torniamo, dunque, alla nostra carrellata di eventi che più hanno contraddistinto la cosmologia, un secolo per ripercorre le principali tappe di questa avventura spaziale, di cui noi stiamo vivendo la fase iniziale. Analizzando i protagonisti e le loro teorie, eccovi i momenti più importanti della cosmologia, scoprirle è vantaggioso e fondamentale per comprendere i futuri sviluppi del nostro universo, o di eventuali altri…

1916: Albert Einstein pubblica la teoria della Relatività Generale, che in parole povere: rivoluziona il concetto di gravità. D’ora in poi l’universo può essere studiato nel suo insieme, la cui evoluzione è guidata dalla forza di gravità.

1922: Aleksandr Friedmann, matematico russo, trova la soluzione alle equazioni di Einstein, l’universo è quindi in continua evoluzione, da questo momento nasce ufficialmente la cosmologia. Il cosmo viene considerato un sistema dinamico e non statico come si credeva.

1964: Le osservazioni con i radiotelescopi portano alla scoperta di oggetti puntiformi, con una forte trasmissione radio. Nasce il termine QUASAR (quasi-stella radio source), sono galassie con un grande buco nero al centro, situate a distanze siderali da noi.

1968: Viene presentata la Teoria del Tutto, ipotetica teoria fisica che sarebbe in grado di spiegare interamente e di riunire in un unico quadro tutti i fenomeni conosciuti. Stephen Hawking inizialmente è un sostenitore di tale ipotesi (non a caso è il titolo del film che racconta la sua storia), ma poi considerando altre teorie ha dichiarato in seguito che non ne esiste una ottenibile.

Anni ’70: Arriva la conferma dell’esistenza della materia oscura, così chiamata perché non si può osservare direttamente, ma allora come si può dedurre che esista? Semplicemente perché allontanandosi dal centro delle galassie, le stelle orbitano più velocemente (invece di rallentare), la spiegazione di questo fenomeno quindi è ipotizzata dall’esistenza di una tale quantità di materia non visibile, definita appunto oscura. Negli anni ’90 verrà anche scoperta anche l’energia oscura.

1993: Gli astronomi Shoemaker e Levy scoprono una cometa in rotta di collisione col pianeta Giove. L’astro ribattezzato “Cometa Shoemaker-Levy 9” venne osservato direttamente mentre cadeva sul pianeta gassoso. I telescopi di tutto il mondo sono puntati sul pianeta più grande del nostro sistema. Lo schianto attirò l’attenzione sui pericoli derivanti dall’impatto di una cometa o di un asteroide con il nostro pianeta.

1995: Viene scoperto il primo pianeta extrasolare, in orbita attorno alla stella 51 Pegasi. Questa scoperta è la prova definitiva che potrebbero esserci anche possibili mondi abitati oltre alla Terra. Hawking è sempre stato attento a questo tema, ma sosteneva che la ricerca di vita extraterrestre non dovesse essere considerata una priorità per l’umanità.

2016: Vengono confermate le onde gravitazionali. La Teoria della Relatività Generale ne aveva previsto l’esistenza, ma si è dovuto aspettare un secolo per avere la conferma diretta, questo grazie a precise osservazioni e a strumenti sempre più accurati.

 

Nonostante le innumerevoli scoperte del XX secolo, sono sorti anche nuovi numerosi dubbi, che hanno aperto a nuove tematiche su cui concentrare i prossimi studi. Una su tutte riguarda la presenza di altri universi, questione molto cara a Hawking. A livello teorico da un universo definito genitore, possono avere origine anche altri universi, ma in questo caso noi viviamo nell’universo genitore, o in uno dei vari figli generati? Sono questioni affascinanti, che però le teorie attuali non possono spiegare, soltanto la ricerca futura potrebbe fornire delle risposte. Tuttavia proprio Hawking e il suo consulente accademico Thomas Hertog hanno pubblicato un articolo, postumo alla scomparsa dell’astronomo, in cui viene indicata la strada per riscontrare l’esistenza di ipotetici universi paralleli al nostro. Questa nuova ricerca condotta dallo scienziato inglese, viene considerata proprio come una sorta di eredità lasciata come dono all’umanità.

Un altro grande dibattito riguarda la questione della vita nell’universo. Stephen Hawking riteneva sicuramente probabile l’esistenza di vita aliena, ma che allo stesso tempo riteneva non opportuna la continua ricerca un contatto, condannando anzi i vari tentavi fatti dall’uomo per stabilirlo, tipo il noto progetto SETI. Hawking, sosteneva che se una civiltà extraterrestre stabilisse un contatto con noi, le conseguenze per l’umanità potrebbero essere catastrofiche. Questo perché gli eventuali visitatori sarebbero sicuramente in possesso di una tecnologia superiore alla nostra, quindi in grado di viaggiare tra le stelle, e se questi esseri fossero ostili, costituirebbero una serie minaccia per la Terra. Una visuale estremamente negativa, che non viene infatti condivisa all’unanimità dal mondo scientifico, ad esempio (per rimanere in tema) molto dibattuto è anche il paradosso di Fermi, formulato proprio dal noto fisico romano.

Per concludere, uno dei tanti interessanti temi affrontato dallo scienziato, riguarda: l’esistenza di Dio. Su questo Hawking è stato molto chiaro, come scritto anche nei libri da lui dedicati ai figli sul “funzionamento” dell’universo. Stephen affermava che la domanda “esiste un Dio” è senza senso, perché sarebbe come chiedere indicazioni stradali per il confine della terra.  Queste le sue parole: La terra è una sfera; non ha i bordi di una tavola. Dunque cercarli sarebbe assolutamente inutile. Ciascuno di noi è libero di credere ciò che vuole. Dal mio punto di vista la spiegazione più semplice è che non ci sia alcun Dio, perché non esisteva tempo prima del Big Bang. Nessuno ha creato l’universo e nessuno decide il nostro destino.

Analizzare Hawking e le sue teorie non è sicuramente una sfida facile, ma non deve essere una scusa per ignorare una delle più grandi menti della storia. Sicuramente il futuro ci darà delle risposte sempre più chiare, forse confermando o smentendo le sue teorie. Di certo la sua eredità non deve andare perduta, ma continuare ad essere tramandata nei secoli, per ispirare le generazioni future cosi come i fondamentali contributi apportati al settore scientifico da illustri fisici del calibro di Newton e Galilei.

haw

 

A proposito dell'autore

Lodigiano di origini pugliesi, sono laureato in giurisprudenza, ma non sono portato per la carriera forense. Amo lo sport in ogni sua variante, pratico atletica e corro sulle lunghe distanze. Ho lavorato precedentemente per una rivista online, dove mi occupavo di scienza,cinema, sport e cucina. Adoro scrivere, ho pubblicato tre libri.

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

WP Premium Plugin