Se dovessi riassumere l’essenza dei nuovi Marriott Hotels, che abbiamo avuto la fortuna di visitare durante tre magnifici giorni a Londra, in due parole (più una preposizione articolata) direi attenzione ai dettagli. Nei Marriott Hotels, infatti, tutto è curato nei minimi particolari: carta da parati, complementi d’arredo, luci. Non solo le luci, anzi, ma gli interruttori. Sì, quello che mi ha colpita sono stati gli interruttori, studiati ad hoc sia per quanto riguarda la posizione che il design. Lampada da scrivania, luce da lettura, luce del bagno, luce principale, ogni interruttore è stato customizzato appositamente per rispondere ad una specifica esigenza.

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Certo che gli interruttori non saranno mica tutta sta gran cosa, direte voi. È sicuramente vero, ma l’attenzione ad un dettaglio apparentemente insignificante come l’interruttore della luce rende perfettamente l’idea dell’attenzione che lo staff di Marriott Hotels ha messo in ogni dettaglio durante il restauro delle sue strutture. Noi siamo stati ospiti al London Marriott County Hall, all’interno di quella che un tempo era la sede del Greater London Council, alle spalle del London Eye. L’Hotel, la cui ristrutturazione è iniziata a fine 2015 e si è completamente conclusa pochi mesi fa, combina il meglio del design contemporaneo con il patrimonio storico e l’eleganza che già lo contraddistinguono; sono di nuovo i dettagli a darcene conferma, come la carta da parati nelle stanze decorata con mappe londinesi degli anni ’20 e ’30 o quella dei corridoi con motivi a bombette ed ombrelli, tipici simboli del british business. Il pavimento a mosaico all’ingresso di ogni stanza, le poltrone arancioni, la vista straordinaria che si gode da ognuna delle finestre (sul Tamigi, Westminster e il Big Ben), la SPA, l’executive room, la piscina di 25 metri (la più grande in un hotel londinese) sono tutti valori aggiunti ad un Hotel che si vende da solo già grazie alla posizione e alla magnificenza architettonica.

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Il London Marriott County Hall si trova infatti nel quartiere di Southbank, per secoli il quartiere più povero e pericoloso della città, riqualificato totalmente a partire dalla seconda Guerra Mondiale; oggi Southbank è un quartiere in cui antico e moderno si fondono perfettamente, così come si amalgamano i meravigliosi teatri (tra cui lo storico Globe di Shakespeare) e le gallerie d’arte con gli skate parks. È qui a Southbank, vicinissimo al Marriott, l’unico luogo di Londra in cui è legale praticare street art: un vecchio sottopassaggio ferroviario che, altrimenti, sarebbe diventato l’ennesimo luogo pericoloso in una grande città. Qui artisti affermati o ragazzi appassionati di street art possono passare ore o giorni a dipingere sui muri, sapendo che dopo qualche giorno qualcuno potrebbe coprire la loro opera d’arte con una diversa ma altrettanto bella. Noi abbiamo avuto la fortuna di visitare il tunnel subito dopo Halloween e i murales a tema erano spettacolari.

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Durante il nostro viaggio a Londra abbiamo avuto modo di visitare anche altri due Marriott Hotels presenti in città, uno nella zona di Regent’s Park e uno a Park Lane. Sebbene l’impronta sia diversa per via della diversa posizione abbiamo potuto notare la coerenza di stili e di intenti che caratterizza tutto il top brand Marriott, una voglia di rinascita che non abbandoni però la tradizione. La filosofia di Marriott Hotels di promuovere novità e creatività ben si sposa con la filosofia di TED, l’ormai famosissima organizzazione no profit che promuove il valore della condivisione delle idee, nell’ambito di alcuni talk che durano 18 minuti o meno. TED e Marriott annunciano una partnership che si sta rivelando molto proficua e i TED Talks cui abbiamo assistito a London Marriott County Hall ne sono la prova.

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Articolo scritto e redatto da Ludovica Volpi | Tutti i diritti sono riservati

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