Lecce è una città incantevole. D’estate come di inverno. Mutevole e sempre pronta a spalancare le braccia ed accoglierti come in un abbraccio, è stata la protagonista incontrastata di un weekend novembrino che ha strizzato l’occhio al fresco della stagione a colpi di caldo e cielo blu. Non alzare il naso e godersi l’azzurro è stato praticamente impossibile e mi scuserete se molte immagini del mio racconto sono appunto con l’obbiettivo della reflex puntato verso l’alto

La motivazione vera e propria di questo viaggio è stata la prosecuzione di un progetto a cui avevamo partecipato già in precedenza e che ora procede a passo spedito in ben 23 città italiane rendendo speciali altrettante piazze del bel paese. Parliamo di #vediamopositivo l’iniziativa promossa da Generali che ha lo scopo di sensibilizzare in merito all’approccio alla quotidianità, cercando positività ed ottimismo. Per farlo ha ideato questa campagna che ospita in alcune delle più belle piazze italiane l’installazione di un maxi paio di occhiali da sole con lenti colorate. A curiosare dal vivo questa iniziativa, theoldnow.it ha scelto di partecipare alla tappa di Lecce che si è svolta nel weekend 14-16 novembre scorso, trasformando piazza Mazzini in un palco dove curiosi e turisti si sono lasciati immortalare insieme a questo paio di occhiali decisamente oversize

 

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Lecce è una città d’arte nota come la Firenze del Sud, in quanto le sue antichissime origini mescolano oggi resti archeologici della denominazione romana con l’esuberanza del barocco tipicamente seicentesco che adorna chiese e palazzi per tutta la città. La pietra leccese, un calcare malleabile e molto adatto alla lavorazione con lo scalpello, costituisce uno dei materiali in assoluto più utilizzati in città rendendola incantevole allo sguardo e sempre diversa in base alla luce del sole che colpisce le pareti

La luce, se passate di qui, come in tutto il nostro incantevole sud Italia, sarà senza dubbio uno degli elementi che più colpirà i vostri occhi. E’ pura, pulita, incantevole. Magnetica a dirla tutta. Come se avesse davvero dentro di sé una forza attrattiva invisibile all’occhio umano ma talmente forte da riuscire a non farvi staccare lo sguardo dalle pareti decorate, dai portoni verdi, dalle fenditure fra i palazzi che lasciano intravedere piazze e chiese, locali e negozi, arte e storia.

Durante il Seicento con la dominazione spagnola l’arte assunse nuove forme e si abbandonò l’antica forma classica. Il nuovo stile aveva lo scopo di sorprendere e di stimolare l’immaginazione e la fantasia. La fioritura dell’arte barocca a Lecce avvenne a partire dal 1571, quando, con la battaglia di Lepanto, fu definitivamente allontanata la minaccia delle incursioni da parte dei turchi. Questa corrente artistica, esplose nelle sue caratteristiche più rilevanti, tuttavia solo nella seconda metà del XVII e perdurò per buona parte del Settecento. Essa si diffuse in tutta la provincia favorita oltre che dal contesto storico, anche dalla qualità della pietra locale impiegata; lapietra leccese, un calcare tenero e compatto dai toni caldi e dorati adatto alla lavorazione con lo scalpellino. Lecce, che fino alla fine del Cinquecento costituiva una città fortificata raccolta attorno alla mole severa del Castello di Carlo V, conobbe pertanto un periodo di intenso sviluppo. Fu dalle autorità religiose, a cominciare dal vescovo Luigi Pappacoda, che giunse un impulso fortissimo alla costruzione degli edifici e dei monumenti che, nell’arco di quasi duecento anni, plasmarono l’immagine della città. Il nuovo stile, in un primo momento, interessò solo gli edifici sacri e nobili, ma successivamente le esuberanze barocche, i motivi floreali, le figure, gli animali mitologici, i fregi e gli stemmi trionfano anche nell’architettura privata, sulle facciate, sui balconi e sui portali degli edifici. Nel riadattare le chiese alle nuove liturgie post-tridentine, molti edifici di costruzione medievale furono “rinnovati”, mediante abbellimenti con stucchi, marmi e decorazioni varie, che fecero assumere a queste l’aspetto di chiese barocche. [fonte Wikipedia]

Non è quindi un caso se il progetto #vediamopositivo ha voluto scegliere Lecce come sua tappa. Questa città, infatti, offre attrazioni storiche e naturalistiche di rilievo, entro cui perdersi. Il mio consiglio è di scegliere una struttura alberghiera con formula bed&breakfast in centro (ndr. Dimora San Giuseppe in via Maremonti 10 è stata la mia personale scelta) e curiosare le vie, le chiese e le specialità enogastronomiche rigorosamente a piedi, armati di voglia di perdervi fra le viuzze per poi ritrovarvi davanti a portali di chiese barocche da togliere letteralmente il fiato. Perché Lecce a dirla tutta è come una conchiglia socchiusa, che si lascia scoprire piano piano solo se avete un occhio attento e mosso da curiosità. Presto vi racconterò qualche tips su localini e cibo, intanto vi lascio al racconto fotografico di questa tre giorni leccese che mi ha rapito il cuore

 

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Le prossime tappe #vediamopositivo ?

Frosinone: 20-23 novembre

Trento: 20-23 novembre

Padova: 20-23 novembre

Pisa: 27-30 novembre

Treviso: 27-30 novembre

Como: 27-30 novembre

Ancona: 27-30 novembre

Salerno: 4-7 dicembre

Brescia: 4-7 dicembre

Savona: 4-7 dicembre

Latina: 11-14 dicembre

Bergamo: 11-14 dicembre

Palermo: 11-14 dicembre

Empoli: 11-14 dicembre

Cosenza: 18-21 dicembre

Alessandria: 18-21 dicembre

Catania: 18-21 dicembre

 

Pronti per cambiare colore alle vostre giornate?

 

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