Sono energiche, sono introverse, sono furbe, sono… le Alpha Woman! Stiamo parlando di una delle pagine più popolari del web, da facebook a instagram, Alpha Woman è tra le più seguite e gettonate, con centinaia di condivisioni al giorno. Ma come funzionano esattamente le femmine Alpha? Quali segreti ci sono dietro a una pagina così popolare?

Per scoprirlo abbiamo intervistato una delle menti principali del gruppo, cercando di capire cosa si nasconde dietro a così tanto successo, e sorpresa sorpresa… il fondatore è un maschio! Proprio così! Un vero leone in mezzo a un branco di leonesse, che ha creato dal nulla le Alpha Woman, perché in fondo dietro a delle grandi donne c’è sempre un grande uomo – non recita forse così una famosa frase di Virginia Woolf?

Una pagina dalla natura ironica e scherzosa, che col passare del tempo ha saputo però maturare, trattando anche temi difficili dalla delicata importanza, senza dimenticare lo spirito che la contraddistingue. Ma andiamo con ordine, e prima di capire come è strutturata la vita di un’Alpha Woman, facciamo un po’ di luce sulla storia della pagina: ed è qui che entra in gioco Mike Molisano fondatore e deus ex machina del gruppo. Potremmo definirlo una sorta di Charlie a capo di uno sconfinato esercito di angels.

L’idea nasce nell’agosto del 2016, quando Mike da attento osservatore delle infinite pagine che compongono il mondo di facebook, nota che manca una pagina ironica-satirica sull’universo femminile, e quindi decide di aprire Alpha Woman; una pagina non femminista (come evidenziato orgogliosamente dal suo creatore) ma femminile, che mira a deridere i luoghi comuni e stereotipi del gentil sesso, e tende a tracciare i caratteri di una fantomatica donna Alpha.

Quindi la domanda ci sorge spontanea: chi è un’Alpha Woman? La risposta è semplice, ma ancor più enigmatica: non si sa!

Proprio in questa incertezza è concentrata la forza di Alpha Woman, qualsiasi donna a modo suo può essere considerata Alpha, dalla casalinga fino alla broker finanziaria. Il concetto è di conseguenza è da considerarsi un po’ relativo, per accorgersene basta fare un giro sulla pagina, e infatti notiamo che si parla di tutto; si prendono in giro in primis le donne (ma anche gli uomini), con il semplice scopo di farsi una risata sui vari clichè che circondano l’universo femminile.

Nonostante la natura ironica e simpatica della pagina, Mike ci racconta che il cammino non è stato affatto in discesa, anzi, soprattutto all’inizio si sono incontrate diverse difficoltà. L’accusa principale si concentrava sul fatto di essere additati come una pagina meramente femminista, quando in realtà lo scopo unico era semplicemente quello di provocare una risata in chi legge i contenuti. Nonostante questi piccoli inconvenienti però i numeri hanno dato ragione alle Alpha Woman, dato l’enorme consenso riscontrato nel tempo. Questo incredibile successo è stato il trampolino di lancio verso alcune lodevoli iniziative, di cui la pagina si è fatta portatrice: come ad esempio il progetto contro il body shaming.

Per chi non conoscesse il fenomeno, Il body shaming (dall’inglese body = corpo e shame = vergogna) è la pratica meschina di spingere con le parole (ma spesso non solo quelle) una persona a provare vergogna del proprio corpo, poiché non rientra nei canoni estetici dell’epoca. Per combattere questa piaga del web sono state lanciate diverse iniziative, tipo: Io amo me stessa; in cui sono state pubblicate sulla pagina Alpha Woman una rassegna di foto in cui ognuna postava orgogliosamente i suoi difetti.

Una scelta, quella di intraprendere battaglie sociali per Mike e il suo gruppo, quasi automatica, giustificata dal crescente numero di consensi guadagnati a suon di like. Inizialmente Alpha Woman viaggiava sui 50-60mila like (oggi ne conta ben 930.000 circa), poi una volta che i numeri sono diventati importanti, si è deciso di trattare ogni tanto temi di una particolare delicatezza. Iniziative considerevoli che sono servite a far diventare grande la pagina, ridisegnando la natura di essa senza dimenticare l’indole simpatica che contraddistingue le Alpha Woman.

Chiare e concise le parole di Mike: la missione della pagina in sintesi è proprio questa, sensibilizzare però ridendo, senza prenderci troppo sul serio, ma trattando i temi con la giusta delicatezza.

Alpha Woman, ci ricorda Mike, non è solo meme, frasi e battute, ma la si può anche indossare. L’estrema popolarità della pagina ha portato infatti alla creazione di un distinto merchandising: magliette, felpe e oggetti di uso quotidiano. Una scelta avviata dopo aver creato un logo efficace, ma allo stesso tempo semplice che non discrimina nessuno e può attirare diversi compratori. Tutto è partito con le semplici t-shirt, visti poi i segnali incoraggianti delle prime vendite e il conseguente aumentare dei follower, sono arrivate felpe, accendini e cover per il telefono. La vera sorpresa sono stati però i ciondoli in argento, che hanno avuto molta richiesta, e preparatevi per la stagione estiva, perchè sono in arrivo i teli mare.

Le parole del fondatore ci sono state utili per capire com’è nato il fenomeno, ma adesso concentriamoci sulla vita stessa della pagina, per facilitarci il compito abbiamo fatto qualche domanda a Francesca Effe, gestore del profilo Instagram nonché il volto della pagina. Anche se è doveroso ricordare che il resto del team è composto da altre sette persone che controllano sui vari contenuti proposti, che poi saranno pubblicati successivamente in pagina.

Come è nata l’idea di entrare nel gruppo Alpha Woman?

Sono stata colpita dalla pagina fin dall’inizio, la seguivo quotidianamente, e ho quindi pensato che potevo creare anche io qualche meme e proporlo al gruppo. Le mie creazioni sono piaciute fin da subito e riscuotevano molto successo online. Successivamente, ho iniziato a seguire Instagram e le su storie.

Quanto influisce nel tuo quotidiano la gestione dei social? 

Se devo dare una percentuale direi un buon 30%, bisogna stare connessi parecchio e controllare le proposte degli utenti. D’altronde con una pagina molto seguita come Alpha Woman bisogna stare sempre sull’attenti.

Come funziona esattamente la pagina?

Abbiamo un gruppo, dove vari utenti (69.000 circa) tra maschi e femmine, producono meme e battute di vario tipo. Questo gruppo è gestito da uno staff che filtra le varie proposte, decidendo quale sia più opportuno pubblicare. Purtroppo è molto difficile riuscire a visionare tutto, ma siamo un team molto affiatato e facciamo del nostro meglio.

 Spiegaci il successo dei meme?

I meme sono una sorta di evoluzione dei primi gruppi facebook di una volta, del tipo “per tutti quelli che ecc.”. Attraverso di essi puoi esprimere una moda, una frase fatta, uno stereotipo, un modo di dire, una battuta di spirito e perché no… anche una verità. Funzionano perché i meme sono diretti e veloci da leggere, conta soprattutto anche la scelta dell’immagine che farà da sfondo alla frase.

Capita spesso di intravedere il tuo volto in qualche meme, sei l’Alpha Woman prototipica?

Ogni tanto mi piace creare appunto qualche meme dove ci sono io, ma non sono assolutamente il volto della pagina, anche altri membri dello staff si prestano per questo genere di lavoro. Non esiste una sola Alpha Woman, tutti lo siamo a modo a nostro.

Quindi, la domanda sorge spontanea, ci definisci un’Alpha Woman?

Non esiste una risposta fissa a questa domanda, ognuno può essere un’Alpha Woman, questa è la forza della nostra pagina. Vogliamo che chiunque ci segua possa in qualche modo immedesimarsi in una frase, foto ecc.

Cosa ti piacerebbe fare da grande? Vuoi continuare l’esperienza sul web, facendolo diventare un vero lavoro?

Studio giurisprudenza e sto già seguendo la carriera forense, nonostante mi piaccia quello che faccio attualmente, ho altri progetti per il futuro.

Ultima domanda, come vedi il ruolo della donna in Italia? Un tema sempre più dibattuto?

Credo che in Italia siamo a buon punto, se vediamo i progressi fatti negli ultimi anni non possiamo certo dire di essere indietro. Certo leggendo i giornali ci si accorge che ci sono ancora diversi aspetti che devono essere cambiati, ma sono ottimista e credo che siamo sulla buona strada.

Parlare con Francesca è stato molto piacevole, inoltre ci è risultato essenziale per capire come funziona meglio il mondo delle pagine sui social. Persone che dedicano con passione parte del loro tempo per gestire un fenomeno che può raggiungere tutti, grazie al semplice linguaggio della rete.

In conclusione, siamo riusciti (o forse no) a capire chi sono davvero queste Alpha Woman? Analizzando le risposte dei protagonisti di questo successo, sembrerebbe che non esiste un modello tipico di femmina Alpha, ma è proprio questo il bello del fenomeno. Tutte, e tutti, a nostro modo possiamo essere Alpha Woman, ricordandoci sempre di avere il sorriso sulle labbra, svolgendo con dedizione e impegno tutto quello a cui ci dedichiamo.

Ma quali sono i progetti futuri di Alpha Woman? Per questo ci ha dato una risposta ancora Mike, che naturalmente da buon capo non può svelarci troppo i segreti della sua “azienda”. Possiamo solo dirvi che sull’agenda c’è in programma una campagna contro la violenza sulle donne, una questione quanto mai, tristemente, nota sia nel nostro Paese che nel resto del mondo. Siamo certi che forti del successo delle precedenti iniziative, Alpha Woman farà un lavoro egregio anche questa volta.

A proposito dell'autore

Lodigiano di origini pugliesi, sono laureato in giurisprudenza, ma non sono portato per la carriera forense. Amo lo sport in ogni sua variante, pratico atletica e corro sulle lunghe distanze. Ho lavorato precedentemente per una rivista online, dove mi occupavo di scienza,cinema, sport e cucina. Adoro scrivere, ho pubblicato tre libri.

Post correlati

2 Risposte

  1. Andrea Costantini

    Invece prendere in giro un uomo perché “basso” non è body shaming, oh per carità. Ho messo la parola basso tra virgolette perché nella succitata pagina chi è più basso di 1,90 è classificato come nano.

    Rispondi
    • Redazione

      Ciao Andrea, Alpha Woman è una pagina al femminile dove tutto va preso in chiave ironica, non si tratta dunque di body shaming: ma di innocenti chiacchiere tra donne.

      Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

WP Premium Plugin