Lo confesso, ho conosciuto Melissa Zino ad una sfilata di moda cinque anni fa. Eravamo entrambe ospiti, eravamo entrambe blogger agli esordi con una gran passione per il web, per la condivisione e per la moda. In questi cinque anni i nostri percorsi si sono evoluti e ci siamo ritrovate di recente, sempre on-line. Lei, però, nel frattempo è diventata quella che si può definire una wellness influencer. Ho iniziato a seguirla fra sport ed alimentazione, in questo suo mondo nuovo e trasversale che mi ha incuriosito. Ho deciso quindi di raccontarvela, o meglio, di farle qualche domanda per raccontarvi, insieme a lei, questo mondo così appassionante e coinvolgente.

 

Melissa: donna multitasking. Quanto questa definizione calza a pennello ed in cosa ti veste stretta?

Credo di essere l’espressione estrema del multitasking. Soprattutto in quest’ultimo periodo, ovvero da quando il mio nuovo ruolo di wellness influencer ha iniziato ad occupare sempre più tempo, non faccio altro che pianificare ed organizzare le mie giornate, passando da un’attività all’altra, da un impegno a quello successivo senza un attimo di sosta. E così è facile scovarmi al pc intenta a scrivere un articolo, per poi ritrovarmi in cucina concentrata sulla preparazione di una delle mie ricette healthy. Appeso al gancio il grembiule è tempo di mettersi le scarpe da ginnastica per un bell’allenamento, per poi magari tornare a lavorare a nuovi post e molto altro. Il tutto inframmezzato da uno Snapchat, un tweet o una foto pubblicata su Instagram. In questi ultimi mesi ho ricevuto parecchie proposte per nuovi progetti interessanti e collaborazioni con aziende davvero inaspettate. Cerco di non farmi sfuggire nessuna opportunità e nello stesso tempo voglio preservare le energie sufficienti per allenarmi al meglio, perché in fondo tutto è partito da lì, dalla grande passione per lo sport e dal profondo impegno durante i miei workout. Se a tutto ciò si aggiunge poi la volontà di non far mancare nulla alle persone che mi vogliono bene, ed in particolare al mio compagno, ed una smisurata passione per i viaggi ai quali non rinuncerei per nulla al mondo, direi che multitasking è una definizione che mi calza a pennello e non mi veste stretta in nessun modo.

Dalla moda allo sport, dai trend e le tendenze all’alimentazione sana ed a una nuova dimensione di vita. Come ci si trasforma e ci si appassiona a due settori che, apparentemente, sembra abbiano poco in comune?

In realtà lo sport ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato a praticare ginnastica artistica all’età di sei anni e, dopo un primo periodo in una palestra del mio paese, sono stata scelta per entrare a far parte di una squadra agonistica importante. Sono stati anni davvero intensi ma molto appaganti. Non è semplice per una bambina rinunciare al gioco, per una ragazzina organizzarsi con gli studi e per un’adolescente accantonare il divertimento e gli amici per dedicarsi anima e corpo ad una disciplina sportiva. Ma io ero felice ed appagata. E oggi, da adulta, non solo posso gioire dei traguardi che ancora riesco ad ottenere in ambito sportivo, ma comprendo soprattutto il grande insegnamento che lo sport mi ha dato: profondo senso del dovere, rispetto, volontà di porsi sempre nuovi obiettivi e di non tirarsi mai indietro di fronte alle sfide. Sudore, sacrificio e determinazione ti possono portare ovunque. Quando mi sono avvicinata al mondo della moda ho, per un certo periodo, accantonato questa passione per lo sport ma, sentivo che qualcosa mancava ed era proprio la fatica. Sì, la fatica che si prova nello spingere il proprio corpo al limite e superare con esso anche tutte le proprie paure. E così mi sono riavvicinata a questo mondo forse un po’ meno glamour ma ricco per me di stimoli. E non è che abbia rinunciato completamente alle Louboutin, sia chiaro. Le alterno semplicemente alle Reebok e alle Nike. E accanto al mio borsone da palestra, fanno ancora capolino le mie amate Chanel.

Wellness Influencer. Definizione interessante che ha il sapore della bontà e del benessere. Chi, se c’è, ti ha ispirato fino a rendere il wellness un pilastro fondamentale delle tue giornate?

Se lo sport ha sempre fatto parte della mia vita, il wellness nel senso più generale è stata invece una scoperta degli ultimi anni. Prima di riavvicinarmi al mondo del fitness e scoprire una nuova grande passione per Crossfit ed allenamento funzionale avevo, a dire la verità, accumulato qualche chiletto. Non molti ma comunque sufficienti per non sentirmi più in forma come lo ero sempre stata. Sono passata attraverso una serie di comportamenti alimentari non troppo salutari fino a quando ho deciso che la mia salute ed il mio benessere psico-fisico erano un bene troppo prezioso per essere maltrattato. Così ho iniziato ad appassionarmi alla scienza dell’alimentazione, a capire che importanza avessero gli alimenti in quanto carburante del nostro corpo e mi sono avvicinata alla filosofia dell’Intuitive Eating che attualmente seguo e promulgo. Avevo capito cosa volevo: un corpo sano, tonico, performante, definito che mi permettesse di dare il meglio dentro e fuori la palestra. E, cosa più importante, avevo capito di non volere semplicemente un corpo magro.

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INVICTUS. Cosa, come e quando? Raccontaci qualcosa di più di questa squadra sportiva.

Invictus Cross Training nasce nel 2013 ad opera del nostro master coach Mattia Franceschi. Io ne faccio parte dall’ottobre del 2014. Teoricamente si tratta di allenamenti funzionali che seguendo un programma ben definito, che parte da equilibrio e precisione e termina con forza resistente ed esplosiva, passando per flessibilità e mobilità ed anche per rapidità e resistenza polmonare, hanno come fine quello di condizionare il corpo e raggiungere il più alto livello di equilibrio psico-fisico possibile ed accrescere il proprio grado di fitness. Praticamente, invece, siamo una Invictus family, ovvero un gruppo di persone con le abilità più disparate. C’è chi corre, forte. C’è chi solleva, pesante. C’è chi poi gioca a calcio, a pallavolo, scia, va in bici e chi fa persino triathlon. Ci unisce la grande passione per lo sport ed uno stile di vita incentrato sul movimento ed il benessere.

Quanto conta, nell’approccio allo sport, essere parte di una squadra?

E’ fondamentale. Da soli si raggiungono i risultati e si ottengono i successi ma insieme si condividono. E non c’è soddisfazione più grande di sapere che sei circondato da persone che credono in te, che ti supportano e che ti motivano costantemente.

Anche il tuo compagno condivide la passione per il benessere e lo sport insieme a te. Come ci si carica e motiva nella vita a due?

Sono fermamente convinta che quando lo sport occupa una parte importante della tua vita, fino quasi a diventare una sorta di lavoro come sta succedendo nel mio caso, anche le persone che ti circondano ed in particolar modo il tuo compagno debba condividere questo percorso, altrimenti ci si ritrova inevitabilmente su binari diversi. Io e Matteo ci siamo conosciuti in palestra e abbiamo continuato a coltivare insieme questo amore per lo sport nel corso del tempo. Ciascuno ha poi delle proprie abilità e delle preferenze personali, non sempre riusciamo ad allenarci insieme ma ciò che conta è la condivisione di uno stile di vita salutare, in palestra, a tavola e nella quotidianità. Ci scambiamo costantemente pareri, opinioni e consigli e siamo sempre pronti a tenderci la mano quando la stanchezza si fa sentire.

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Social network: quali sono quelli che preferisci e perché?

Senza ombra di dubbio Instagram. Tutto è partito da lì e, se ora sono qui, è perché diverso tempo fa ho iniziato semplicemente a pubblicare foto di ciò che mangiavo e di come mi allenavo. Quindi devo tutto a questo canale di comunicazione che rimane comunque il mio preferito nonostante i grandi classici Facebook e Twitter ed il nuovo arrivato Snapchat che naturalmente utilizzo ma che non mi danno così tanta soddisfazione. In aggiunta credo che Instagram abbia davvero dei contenuti di grande qualità: mi capita spesso di vedere foto molto interessanti e ben realizzate. Io stessa metto molto impegno quando decido di scattare una foto che poi voglio pubblicare su Instagram. Curo l’inquadratura, la luce, le ombre, la composizione, insomma una serie di fattori che portano poi ad un risultato sicuramente migliore rispetto ai contenuti prodotti per gli altri social.

Come sono cambiati secondo te i social network negli ultimi cinque anni e come pensi che sarà il loro futuro?

Siamo partiti da un network come Facebook, nato sostanzialmente per mettere in contatto le persone. Siamo poi passati alla condivisione di semplici frasi su Twitter. Il passaggio successivo ha permesso la pubblicazione di foto tramite Instagram. Ora siamo giunti alla possibilità di mostrare brevi video della nostra quotidianità attraverso Snapchat. Direi che abbiamo assistito ad un crescendo della necessità di condividere ampi contenuti e scorci della nostra vita, in modo tra l’altro sempre più diretto ed immediato. Mentre la foto di Instagram può essere studiata a tavolino e ben pianificata e, magari, anche poco corrispondente al vero,  i dieci secondi di video di Snapchat danno la possibilità veramente di sbirciare nella vita delle persone così come la stanno vivendo in quel momento. Una sorta di realty show sulla propria esistenza e per giunta autoprodotto. Quindi direi che stiamo andando verso un’esposizione mediatica sempre maggiore con tutti i pro e i contro che questo comporta.

Blog. Evoluzione, criticità e futuro di quello che è nato come uno strumento personale che può trasformarsi in un lavoro a tutto tondo?

Fortunatamente è oramai stata completamente sdoganata la figura del/della blogger ed è stata riconosciuta a tutti gli effetti come vera e propria attività, non solo in grado di generare profitti ma di creare vero e proprio business intorno a sé. Conosco fin troppo bene il livello di impegno e le ore di lavoro da dedicare ad un blog e a tutto ciò che gli ruota attorno, per cui sono molto felice per questo traguardo. Lo strumento del blog è un’arma potente ed efficace a patto che mantenga una sua indipendenza e un certo grado di libertà, immediatezze e freschezza che sono poi le sue caratteristiche intrinseche. Molto spesso però questi elementi vengono appannati proprio perché si vuole cercare di accrescere troppo e velocemente il business di cui parlavo poco più sopra. Pertanto viene meno l’anima stessa del blog. Se devo essere onesta, ci sono molti blog italiani e stranieri che un tempo seguivo con grande interesse ed ora trovo invece ripetitivi, noiosi e privi di stimoli. Un po’ come era successo diversi anni fa, quando decisi di interrompere i miei abbonamenti a diversi magazine per mancanza di spunti creativi.

Qual è la domanda che avresti ti voluto fosse fatta e quale risposta mi avresti dato?

In realtà vorrei porla io una domanda e ricevere una risposta da chi avesse voglia di darmela. Vorrei sapere perché quando ci si allena con costanza e determinazione si viene subito identificati come maniaci della cultura fisica, mentre nessuno o pochi si prendono la responsabilità di sottolineare la pigrizia di una persona poco attiva. E vorrei anche sapere perché se si propone di andare da McDonald’s tutti sono d’accordo e felici ma se chiedo al ristorante del riso integrale vengo subito tacciata di fanatismo. E se per caso qualcuno mi sente dire che assumo aminoacidi ramificati, si pensa che abbia solamente del tempo da perdere, dei soldi da buttare e qualche ossessione particolare. E, guarda caso, la maggior parte delle volte proprio da coloro che in pieno inverno con meno dieci gradi e nel bel mezzo di una cena luculliana con annessa digestione in corso devono uscire dal ristorante per fumarsi una sigaretta. Ciascuno è libero di seguire la strada che preferisce. Ecco, appunto, ognuno è libero. E questa libertà deve valere per tutti ed in tutti i sensi.

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A proposito dell'autore

Girl. Mamma di Gaia&Giada. Ingegnere. Travel addicted. Nata al mare ed incastrata in città. Credo nel web, nella valigia sempre pronta, nell'essere parte di un team e nella qualità del lavoro. Dirigo un magazine online con una redazione di 30 autori ed insegno ciò che ha fatto diventare la mia passione un lavoro.

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