Suona la sveglia, è l’alba.

Viaggiare in questo tipo di tour è sempre un piacere tuttavia alle spalle c’è tutto un mondo fatto di ritmi frenetici ai quali ci si deve adeguare. Per quanto sia un posto fantastico non ci si deve mai dimenticare che il primo obiettivo è quello di lavorare e quindi le sveglie all’alba e le serate fino a notte fonda sono una routine.

Con la luce del giorno ho modo di prendere contatto pochino più nel dettaglio con il nostro ostello. Si tratta di una struttura coloniale di gran lunga più tipica dell’hotel nel quale abbiamo dormito a Santa Cruz de Barahona e soprattutto più tranquillo. L’esperienza di Barahona non è stata delle migliori e caricare le valigie sulle spalle, a notte fonda, per quattro piani a piedi è stata una fatica che ancor oggi tutti ricordiamo.

Questa struttura di dimensioni modeste è un ostello gestito da una singola famiglia che credo fosse già in possesso di questa costruzione e l’abbia in qualche modo riconvertita ad uso turistico. Si tratta di un punto di appoggio strategicamente importante per tutto quel turismo che desidera entrare in contatto con le numerose risorse naturali della zona quali Baia Aguilas, la Sierra de Bahoruco, Laguna de Oviedo, Hoyo de Pelempito. La struttura volendo organizza anche l’esplorazione del territorio guidate attraverso le numerose risorse naturalistiche locali. Io non penso che il pernottamento abbia un costo spropositato e tutto sommato se vi trovate da queste parti può risultare un ottimo compromesso, se potete accettare di farvi un doccia senza acqua calda.

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La nostra colazione avviene proprio sul fronte strada mentre gli studenti dominicani si dirigono a scuola. Parlando con il nostro accompagnatore del Ministero Del Turismo (Erick) mi viene fatto notare che la disciplina è uno dei valori fondamentali nella scuola moderna e di fatto di utilizzare tutti abiti del medesimo colore aiuta a rendere tutte le persone uguali e conferire disciplina.

A fianco a me sfrecciano i soliti scooter sui quali viaggiano sempre e sistematicamente tre oppure quattro persone. Ciò che mi colpisce maggiormente è la cordialità di questo popolo che saluta sempre tutti quanti con una parola oppure con un sorriso. In dieci minuti di attesa fuori dalla porta del nostro ostello avrò parlato con altrettante persone incuriosite da tanto movimento in un periodo dell’anno sostanzialmente privo di turismo.

Il nostro pulmino è arrivato ed oggi ci aspetta una giornata particolare perché non faremo sostanzialmente nulla, se non rilassarci in uno dei posti più belli di tutta l’isola e che consiglio vivamente di andare a visitare.

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Destinazione: Eco del Mar.

Eco del Mar è una struttura ricettiva collocata all’ingresso del Parco Nazionale di Jaragua e Bahía de las Águilas. Merita assolutamente una visita anche in virtù del fatto che vi si può pernottare per più giorni all’interno di quello che attualmente è una specie di campeggio attrezzato con i servizi di un albergo di alta qualità. Le tende vengono utilizzate solo ed esclusivamente per dormire e come forma di riposo diurna, mentre per tutti gli altri servizi tipo bagni, docce e ristorazione si usufruisce di strutture edificate, pulite e di ottima qualità. Paradossalmente è molto più accogliente e confortevole questa struttura “provvisoria” dell’hotel di Santa Cruz nel quale abbiamo trascorso una notte.

L’accoglienza ci viene fatta dalla splendida Katherine C. che attualmente gestisce questo angolo di paradiso insieme al proprio compagno, un imprenditore italiano che si chiama Augusto Aldo Meroni.

Eco del Mar è la porta del Paradiso. Non vi sono particolari modi per definire questo posto così magico.

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Come arrivare a Eco del Mar

Per arrivare ad Eco del Mar vi dovete spingere fino all’estremo ovest dell’isola, quasi al confine con Haiti.

Dipende da dove partite ma se venite da molto lontano consiglio vivamente di affrontare il viaggio di giorno, riposare la sera ed una notte in loco, godersi il mare il giorno successivo ed eventualmente valutare il rientro in serata oppure l’opportunità di dormire ancora una notte in zona. Il discorso è semplice: il posto merita tutto il tempo che potete dargli e venire fino a qui per trascorrervi solo un’ora o due è un vero peccato.

La direzione per raggiungere  Eco del Mar è quella di Cabo Rojo e sapete di trovarvi sulla strada giusta nel momento in cui iniziate ad affrontare strade sterrate a non finire. Consiglio vivamente un fuoristrada anche se noi abbiamo affrontato la strada con il pulmino carico di persone e bagagli.

La struttura è fatta da una serie di piccole casette alcune delle quali fungono da cucina, altre da bagni ed altre da reception per il “complesso alberghiero”. Punto di forza di Eco del Mar, oltre all’oasi naturale in cui è collocato, è la vicina Bahia de las Aguilas.

Bahia de las Aguilas

Se volete raggiungerla potete usare la barca privata di Eco del Mar: un pratico bimotore che vi porterà direttamente in una di quelle che vengono giustamente definite tra le spiagge più belle del mondo. La spiaggia è semplicemente incontaminata e rappresenta un luogo dove rilassarsi e buttare tutto alle spalle. Forse per alcuni può sembrare una gran faticata ma è un viaggio che profuma di avventura e la ricompensa è il fatto di trovarsi assolutamente soli in una delle spiagge ed ambienti naturali più belli in tutto il pianeta. In questo caso la nostra barca di Eco del Mar aveva portato tutto il necessario per trascorrere qualche ora al mare ma se per caso decidete di andarci da soli allora ricordatevi come sempre di portare dell’acqua sigillata. Personalmente sconsiglio di raggiungere la spiaggia a piedi ma piuttosto di arrivarci con la barca anche perché in questo modo avete l’opportunità di vedere degli scorci di mare che difficilmente avrete l’opportunità di vedere. Bagnarsi in questo mare azzurro cristallino circondati da stelle marine, pesci palla e pesci volanti fa semplicemente emozionare e dimenticare ogni eventuale fatica fatta per raggiungere questo posto.

Trascorriamo qualche ora di piacevole relax e rientriamo alla base dove ci attende un pranzo dominicano fatto di pasta ai frutti di mare, pesci ed altre specialità locali che vengono cucinate da uno chef in gamba che sa far risaltare gli ingredienti senza creare piatti troppo articolati. L’intero pomeriggio passa tra una chiacchiera, una fotografia, uno scherzo, un ballo ed un bicchiere di rum e non ci accorgiamo che si sta facendo tardi e che dobbiamo rientrare verso l’ostello.

Lo spettacolo che la natura ci presenta è però imperdibile. Un sole rosso fuoco si bagna in un oceano cristallino e approfittiamo per fare delle fotografie. Anche in questo caso mi permetto di consigliarvi di restare fino al tramonto perché i colori domenicani sono i più belli che abbia mai visto.

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Il nostro pomeriggio ed il relativo pranzo:

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Il tramonto ad Eco del Mar:

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Un ultimo consiglio di vita: non guidate di sera. Non vi sono molti giri di parole, semplicemente non lo fate. È pericoloso. Guidare di sera in alcune zone sperdute della Repubblica Dominicana è problematico perché il territorio è buio e non sono rare le moto senza luci o le auto che procedono in maniera prepotente. Non siete voi il problema, sono gli altri che potrebbero venirvi addosso e allora sarebbe un guaio.

Il rientro verso Pedernales avviene nel buio più totale ma grazie alle doti del nostro autista nessuno teme per la propria incolumità. Il mare ci ha distrutto. Ci concediamo un pasto frugale prima di andare a letto distrutti ma felici.

 

 

Informazioni utili:

Hostal Doña Chava:

Calle 2da 5, Pedernales 84000, Repubblica Dominicana

http://www.donachava.com

 

Eco del Mar:

Jaragua National Park, Repubblica Dominicana

http://ecodelmar.com.do

 

Articolo scritto e redatto da lingegnere | Tutti i diritti sono riservati

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