Periodicamente nel corso dell’anno capita di fare qualche viaggio importante: vuoi un po’ per piacere e vuoi un po’ per lavoro. A questo giro è stato il momento di trascorrere 10 giorni in Repubblica Dominicana e non vi nascondo che l’invito mi ha emozionato molto.

Ammetto che ho sempre immaginato i Caraibi come un luogo unicamente dedicato al mare ed al relax in spiaggia, ma nel mio tour alla scoperta della Repubblica Dominicana ho avuto modo di vedere che c’è molto oltre allo splendido mare cristallino ed alle spiagge deserte. C’è gente socievole, ci sono montagne dove fare sport, ci sono aree dove la natura la fa da padrone, c’è la cultura, la moda ed anche tanto buon cibo sapientemente preparato da chef che hanno preparazione ed esperienza all’altezza dei blasonati nomi italiani.

Viaggio insieme ad altri sei colleghi che lavorano in magazine diversi per tipologia e contenuto. Il nostro itinerario è come sempre molto serrato e prevede dieci giorni alla scoperta del sud incontaminato, tra dune di sabbia, mare, piccoli paesi dove il tempo sembra essersi fermato e tanta natura, a tratti selvaggia e arida.

Il tutto inizia con un volo di una decina di ore che tutto sommato non è stato nemmeno così impegnativo perché tra una chiacchiera, un film e uno spuntino ogni tanto sono riuscito a coprire abbondantemente il tempo del volo diretto Neos Air. Nel nostro caso abbiamo utilizzato la compagnia varesina che ha messo a disposizione un volo charter senza scali con destinazione La Romana, ma se volete potete utilizzare uno dei sette aeroporti internazionali che sono ubicati nell’isola ed eventualmente spostarvi internamente verso la destinazione finale. Tenete ben presente però che si tratta di un territorio grande un paio di volte la Sicilia e quindi scegliere l’aeroporto giusto può farvi risparmiare tempo prezioso. Considerate inoltre che i collegamenti stradali non sono sempre rapidissimi e spostarsi da una parte all’altra dell’isola può richiedere diverse ore: a voi la scelta.

Il costo di un biglietto aereo andata e ritorno dipende chiaramente da molti fattori. Innanzitutto ci sono dei voli diretti ma se proprio volete andare al risparmio potete adottare la soluzione di fare scalo. Ad esempio facendo una rapida ricerca attraverso un motore di ricerca voli ho trovato una soluzione a basso costo che con poco più di € 500, andata e ritorno, potrebbe farvi arrivare fino alla capitale Santo Domingo. Non male per attraversare l’oceano e finire in Paradiso (fonte skyscanner.it, volo febbraio 2016, ricerca dicembre 2015).

Dieci ore di volo, 5 ore in meno rispetto all’Italia, 30 gradi in più, visto che a Milano ci sono le prime gelate.

 

La Repubblica Dominicana

Giusto per capirci un attimo iniziamo con il collocare geograficamente l’isola caraibica. La Repubblica Dominicana è uno tra gli stati principali dell’arcipelago dei Caraibi, nonché il secondo per estensione. Condivide l’isola con Haiti tuttavia si tratta di un paese completamente differente per cultura, religione e idioma. Haiti è una zona povera e a tratti poco sicura, la Repubblica Dominicana è invece più ricca e notevolmente più tranquilla anche per il viaggiatore solitario. Ad Haiti si parla il Creolo, una specie di francese mentre nella Repubblica Dominicana si parla una variante di spagnolo (comprensibilissima), anche se la gente (almeno nella capitale Santo Domingo) parla l’inglese molto meglio di noi italiani, da sempre restii a familiarizzare con le lingue straniere. Se siete troppo pigri per aprire una cartina o se ancora non avete idea di dove di trovi l’isola vi posso dire che sta proprio sotto Cuba (e che Cuba sta sotto la Florida !).

L’isola viene bagnata a nord dall’Oceano Atlantico e a sud, dove abbiamo viaggiato noi, dal caldo mar caraibico che già al termine della stagione delle piogge, si presta per un bagno.

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Quando andare in Repubblica Dominicana

Se volete sapere quando andare in Repubblica Dominicana allora vi posso dire che il periodo migliore è al termine della stagione ciclonica  che è compresa tra i mesi di agosto ed ottobre. In questi mesi potreste infatti imbattervi in tempeste caraibiche e rovinarvi il soggiorno. Il resto dell’anno è sempre un periodo buono ricordando solo che durante la stagione estiva potreste incontrare temperature piuttosto elevate. Proprio in relazione a questo argomento va sottolineato che il clima è caldo e temperato tutto l’anno, compresa la stagione “invernale”.

Il discorso relativo alle temperatura vale ovviamente a condizione che rimaniate sulla costa, perché nel caso vi salti in mente di arrampicarvi sulla Cordillera Central, il cui picco più alto supera i 3.000 metri, allora portatevi sciarpa e cappotto, in quanto le notti saranno gelide.

 

Il nostro itinerario alla scoperta della Repubblica Dominicana

Il nostro itinerario parte dall’aeroporto internazionale de La Romana. Quando si arriva sull’isola è necessario pagare un piccolo importo per il permesso di permanenza da turista, tenete sotto mano dieci euro oppure dieci dollari perché senza quelli potreste avere qualche piccola complicazione, giacchè non accettano carte di credito.

Appena atterrati veniamo accolti da un clima caldo e secco con un tramonto rosso fuoco che ci fa sperare per l’indomani. In poco più di 10 minuti si passa dal tramonto alle tenebre della notte più buia perché l’illuminazione pubblica è concentrata negli incroci ed è scarsa nelle altre zone.

La prima tappa del nostro viaggio è l’albergo “Vecchia Caserma”, un piccolo comprensorio formato da villette e case basse situato a pochi chilometri dall’aeroporto di La Romana e proprio alle spalle di uno dei tanti campi da golf che sono presenti nel paese. L’hotel anticamente era utilizzato come caserma ed è attualmente gestito da una coppia di italiani che lo ha reso un punto di riferimento per la zona sia per il pernottamento sia per la ristorazione, curata e raffinata.

Veniamo accolti con il cibo locale e con un buon vino italiano (notoriamente molto costoso sull’isola caraibica) e dopo qualche stuzzichino ci viene offerto un piatto di pasta (rigorosamente fatta in casa). Il gestore dell’albergo è italiano ed il tocco è evidente. Certo non mi aspettavo di fare dieci ore di volo e mangiare un piatto di pasta, ma la cortesia caraibica è anche questa: farti sentire a casa tua.

Mi ruberanno il cuore i gamberi preparati con avocado, un mix di gusto e delicatezza che ho cercato di replicare qui a Milano ma che non avevano certamente lo stesso sapore caraibico.

Vengo colpito dalla straordinaria qualità dei vegetali e dei formaggi e mi viene spiegato che tutta la stragrande maggioranza del cibo che compone la nostra cena proviene dall’orto adiacente l’albergo e che fornisce la materia prima per la cucina dell’albergo.

La stanchezza inizia a farsi sentire e rientro quindi nella mia camera bianca e azzurra senza nessun tipo di vetro alle finestre, perché tanto le finestre in Repubblica Dominicana non servono proprio a niente se non a far circolare un po’ l’aria.

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L’indomani, dopo un’abbondante colazione a base di frutta tropicale, ci prendiamo un attimo per visitare la struttura alla luce del sole e ci viene mostrato il “piccolo orto” di cui si è tanto parlato la sera prima. L’appezzamento di terra coltivato è tutt’altro che piccolo  e vi trovano posto numerosi frutti ed ortaggi, alcuni dei quali tipicamente europei. Il terreno, pulito ed ordinato, è un mix di tecnologia, ingegno e tradizione. Tecniche di irrigazione a goccia si affiancano ad attrezzature rurali che producono un cibo sano e gustoso dal sapore genuino.

A fianco all’orto trova spazio un progetto sociale dedicato ai tanti bambini che abitano nei dintorni. Il progetto UMA sostenuto dall’ufficio del Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR-ACNUR)  mira a tenere i bambini lontani dai pericoli della strada mediante progetti di studio volti all’alfabetizzazione informatica, allo studio della lingua inglese, ai corsi di giardinaggio ed altre attività manuali come il disegno e la pittura.

Dona a bambini e adolescenti dalla zona – tra cui alcuni giovani orfani – la possibilità di frequentare corsi di musica, gioielli, pittura, tessitura e altro artigianato, con l’obiettivo di fornire una formazione artigianale in parallelo con l’istruzione scolastica del tempo libero nonché una sana cultura della produttività in uno spazio gentilmente messo a disposizione dalla struttura alberghiera, casualmente di proprietà di una persona italiana.

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Indirizzi utili:

Hotel Vecchia Caserma
Carretera La Romana- Higuey, La Romana 23000, Repubblica Dominicana

Neos Air
Via della chiesa 68 – 21019 Somma Lombardo (VA), Italy

La Romana International Airport
Carr. La Romana – Higuey 5.5, La Romana 22000, Repubblica Dominicana

 

Articolo scritto e redatto da lingegnere | Tutti i diritti sono riservati

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