La settimana della moda milanese ha ormai calato il sipario ma siamo ancora persuasi nella mente dal desiderio di collezioni e non possiamo che ripensare ai capi e agli accessori che hanno sfilato in passerella rendendo il prossimo autunno inverno 2015 2016 incredibilmente vicino. Parliamo oggi di una concentrazione intellettuale che profuma di grafite, inchiostri sfumati e pagine di Linneo che Alberto Zambelli ha voluto portare sulla passerella insieme al concetto di un viaggio lisergico alla ricerca introspettiva ed ermetica dell’essenza femminile scoprendo, in un percorso di fascinazione, la bellezza incorruttibile e magica del microcosmo naturale.

La Femminilità, per Alberto Zambelli, trova il suo “Daimon” nelle forme antropomorfe della mantide, nel suo corpo quale formidabile strumento seduttivo, nella sublimazione estrema dell’eros assoluto. La proiezione ermeneutica, la traduzione della malia, dell’incanto, dell’inafferrabile potere di magnetica attrazione.

E’ la favolosa metamorfosi, il preludio di una sequenza di immagini sottratte, segrete, intimissime dove  lumine-scenti riverberi svaporano, nell’aniconica perdita di consistenza materica, in cerate trasparenti. La cognizione volumetrica è sensibile, lirica, crepuscolare, infiammata da irradianti bagliori di luce filtrata da
minerali cristallini che definiscono mitologiche mantidi, sacerdotesse di un culto antico e misterioso. Alberto, che vive e lavora fra Milano, Tokyo e Shangai, porta in passerella la lacca rossa nei velluti cimati devorè per dare metricità al fiore sul quale si posano farfalle magne che, dal bianco puro trascende in colori vegetali, sgranati nelle texture di seuperfici ritmiche, lana cashmere, doppio faille, alpaca-seta. Una collezione complessa e introspettiva che si prepara ad accoglierci fra le sue braccia nei mesi più freddi dell’anno
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